Archivio mensile 29 Marzo 2022

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Musica e bellezza: essere una star

Il mondo dello spettacolo è costellato di interpreti che, con la loro forma fisica smagliante, sfidano il passare degli anni. È una condizione che condividono sia gli uomini che le donne che calcano i palcoscenici di tutto il mondo. D’altronde, accompagnare una performance canora a qualche passo di danza, così come anche fare bella figura sulle copertine dei dischi e delle riviste, richiede una ottima dose di buona volontà.

Al di là dei loro impegni artistici, quindi, la maggior parte di queste star segue un regime dietetico sano, fa molta attività fisica e, spesso e volentieri, ricorre alla chirurgia estetica. Qualche “ritocchino”, infatti, oltre ad essere un toccasana per qualsiasi persona, riveste un’importanza ancora maggiore per chi è abituato a stare sotto ai riflettori.

Grazie alle più recenti tecniche, che permettono operazioni sicure per qualsiasi necessità, da un lifting a una liposuzione, da una mastoplastica additiva ad una protesi per il sedere, è possibile mantenere un look giovanile e piacevole. È indubbio, infatti, che una parte del saper fare spettacolo risieda anche nell’impegno verso la cura del proprio aspetto fisico.

Jennifer Lopez

Lei non ha certo bisogno di protesi per il sedere o di altro per risultare ancora bellissima anche a cinquant’anni suonati! Anzi, la famosa cantante e attrice, cavalcando un successo che non conosce sosta da più di vent’anni, è famosa proprio per il suo fondoschiena, ritenuto un “trademark” talmente importante da meritare addirittura una congrua polizza assicurativa dedicata.

J Lo ha sempre negato interventi di chirurgia, anche se una rinoplastica riduttiva sembra essere piuttosto evidente, e non fa che rendere ancora più affascinante il suo splendido volto. Inoltre, Jennifer è una vera ispirazione per molte donne, le sue rotondità sono infatti considerate talmente belle da voler essere imitate attraverso l’aiuto del bisturi: non sono poche le donne che richiedono delle protesi per il sedere che possano ricreare l’effetto del fondoschiena della bella newyorkese.

Beyoncé

Cantante, ballerina, imprenditrice e mamma a tempo pieno: Beyoncé ha saputo conciliare la sua carriera artistica con l’impegno sociale all’insegna del woman empowerment. Lontana dall’essere una taglia 38, ha sempre mostrato con orgoglio le sue forme. Ancora tonica e in forma smagliante, l’artista ha recentemente svelato uno dei suoi segreti, che consiste in una dieta che dura circa tre settimane e che è in grado di eliminare chili di troppo e, allo stesso tempo, disintossicare il corpo. Questa dieta si basa sul consumo di frutta e verdura, che vanno a sostituire tutti gli alimenti elaborati. Inoltre, bisogna bere molta acqua e fare almeno 30 minuti di ginnastica al giorno.

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Cos’è un “radio edit”

I brani musicali che vengono trasmessi in radio devono possedere determinate caratteristiche, sia dal punto di vista della durata e dei contenuti, sia da quello più prettamente tecnico. In fase di produzione, si prepara quello che viene definito “radio edit”, ovvero una versione destinata ai network.

Durata e contenuti del brano

In linea di massima, i brani trasmessi in radio hanno una durata che oscilla tra i 3 e i 5 minuti. Se una canzone è più lunga, vengono quindi editate alcune parti, come ad esempio gli assoli strumentali o alcune sezioni che si ripetono. Per quanto riguarda i contenuti, si cerca di evitare che i brani contengano contenuti inappropriati, spesso con interventi sui titoli oppure su alcune espressioni linguistiche.

Normalizzazione e volumi

Anche dal punto di vista più strettamente tecnico le canzoni trasmesse in radio possono subire alcuni interventi che servono a rendere la programmazione più omogenea. Ad esempio, si ricorre ad una compressione audio maggiore rispetto alla versione “su disco”, per far sì che le parti con intensità (volume) più bassa siano maggiormente udibili. La normalizzazione, invece, si riferisce ad un processamento del suono che permette di creare in modo artificiale un intervallo di volume, in modo che la musica non raggiunga un livello superiore o inferiore, sulla base di parametri preimpostati.

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La radio digitale

Le trasmissioni radio in digitale iniziano già negli anni Novanta, per venire incontro ad una esigenza di maggiore qualità delle trasmissioni. Erano gli anni del boom dei CD, e il digitale era già entrato prepotentemente anche negli studi di registrazione. La digital revolution era quindi già in atto, anche se, per rivoluzionare totalmente la produzione musicale e l’intera industria discografica, sarebbe dovuto trascorrere ancora almeno un decennio.

Principali caratteristiche

Il primo standard di trasmissione era denominato Digital Audio Broadcasting (DAB). Il DAB si affiancò alle trasmissioni analogiche, introducendo determinate codifiche che miglioravano il servizio radiofonico. Successivamente, un’ulteriore evoluzione ha portato alla creazione del DAB+, che rappresenta oggi lo standard di settore a livello europeo. Il DAB+ sfrutta una maggiore compressione audio e permette di ridurre le interferenze in modo ancora più efficace rispetto ai servizi precedenti. Inoltre, con questo protocollo si può sfruttare meglio la banda di trasmissione che, a parità di larghezza, può avere al suo interno un numero maggiore di stazioni.

Servizi aggiuntivi

Dal lato utente, la radio digitale ha il vantaggio di trasmettere, oltre alla programmazione audio, anche un flusso di dati. A seconda del tipo di ricevitore che si possiede, possono essere visualizzati il nome del network, del brano in onda e persino altri contenuti, come ad esempio i loghi dei singoli programmi oppure le copertine degli album degli artisti.

Lo “spegnimento” della modulazione di frequenza

In alcuni paesi europei, grazie all’efficienza della diffusione dei servizi in digitale, è stato previsto uno spegnimento delle trasmissioni in modulazione di frequenza (FM). L’operazione, che secondo alcune delibere riferite al settore dovrebbe avvenire nel prossimo futuro, non ha mancato di scatenare qualche polemica.

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Il missaggio di un podcast musicale

Quando si decide di produrre un podcast ad argomento musicale, diventa fondamentale curare l’aspetto della qualità del suono. Oltre alle abilità dello speaker e alla scelta della programmazione musicale, entrano in gioco aspetti più tecnici che non bisogna sottovalutare. Uno di essi è, ad esempio, il missaggio delle diverse tracce.

I software

Per missare un podcast che contiene la voce dello speaker e vari brani, bisognerà lavorare con un editor multitraccia. In rete ne esistono alcuni che sono completamente gratuiti, come ad esempio Audacity. In alternativa, si può optare per la versione “free” di un software più complesso, come Studio One Prime della Presonus.

Missaggio e mastering: principali differenze

Il missaggio delle tracce serve a bilanciare volumi, durate e altre caratteristiche dei vari interventi, come ad esempio l’equalizzazione, la compressione o la riduzione del rumore. Una volta effettuate queste operazioni, il file stereo che viene prodotto passa alla fase di mastering, che consiste nell’applicare una leggera compressione, la normalizzazione o aggiustare il volume o l’EQ generale, a seconda dei casi. Un mastering non proprio professionale, ma comunque più che sufficiente per la maggior parte dei podcast, si può anche effettuare direttamente sul canale stereo del mixer virtuale della DAW (il software di produzione).

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Podcast: musica e diritti d’autore

Chi produce podcast lo sa bene: uno dei principali problemi che si devono affrontare quando si mette su un programma è quello dei diritti d’autore della musica che viene inserita all’interno delle puntate. Per evitare di essere segnalati oppure di incorrere in pesanti multe, è bene non violare le normative. Così come in molte altre occasioni, il web può dare una mano anche ai producer radiofonici/podcaster alle prime armi.

Piattaforme Creative Commons

Quando un artista decide di pubblicare i propri lavori con licenza Creative Commons, significa che è possibile utilizzare i brani senza pagare alcun diritto, a patto che vengano rispettate determinate condizioni, che possono variare. Per esempio, i brani non possono essere usati come sottofondo per pubblicità, ma solo per programmi senza fini di lucro. In molti casi, viene richiesta l’attribuzione all’artista, che può essere inserita anche sui metadati.

Musica Royalty Free

Esistono molti siti internet che vendono brani, effetti o transizioni per podcast. Alcune piattaforme sono in abbonamento, mentre su altre si acquistano i singoli brani. Una volta comprato il materiale audio, è possibile usarlo per qualsiasi tipo di programmazione, anche pubblicitaria. È un piccolo investimento che garantisce di operare nella legalità e di far pervenire qualche meritata royalty anche ai creatori/compositori.

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Radio: app e musica on-the-go

All’inizio degli anni 2000, già molti dei principali network nazionali trasmettevano il segnale della diretta anche attraverso un player che si trovava sul loro sito web. Allora, la ricezione poteva risentire dei rallentamenti dovuti ad una connessione problematica e ritardi del buffer. Ormai, si tratta di sfide già ampiamente superate dalla tecnologia. Oggi, infatti, ogni network che si rispetti ha la sua app che si può scaricare in modo gratuito.

Come funzionano le app delle radio

Le app possono essere scaricate sull’App Store, su Google Play e anche sul sito del network. Una volta effettuato il download, è sufficiente aprire l’app per visualizzare il bottone della “diretta”. Attraverso l’interfaccia è anche possibile avere accesso a contenuti aggiuntivi, come aggiornamenti delle notizie in tempo reale oppure informazioni sul palinsesto. Se non si vuole scaricare l’app, è comunque possibile ascoltare la diretta sul sito web del network.

La radio in app senza connessione

Anche se molti degli utenti di telefono cellulare dispongono oggi di contratti che prevedono l’uso illimitato di traffico dati, può essere comunque utile avere la possibilità di ascoltare la radio anche offline, ad esempio quando ci si trova in una zona con copertura di segnale scarsa o assente.

Ci sono alcune app che permettono di usufruire di questo tipo di servizio, come ad esempio Radio Vox o Next Radio. Attenzione però: quando l’app che si scarica è gratuita, bisogna aspettarsi un notevole contenuto pubblicitario. Se le stazioni radio proposte da queste app non sono di proprio gradimento, non rimane che accedere alla propria libreria di brani, oppure acquistare la versione a pagamento di Spotify, che permette di ascoltare i brani anche in modalità offline.

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Programmi radio: come usano la musica

I programmi alla radio si sono evoluti, riuscendo ad intercettare le esigenze anche dei giovanissimi e proponendo trasmissioni di qualità, non solo musicali, ma di vero intrattenimento. Grazie alle potenzialità del digitale, è oggi possibile ascoltare la radio anche attraverso PC e cellulare, oppure “vedere” la radio, grazie a studi che trasmettono sia su canali digitali dedicati, sia attraverso dirette sui social network.

Nonostante in passato la radio abbia vissuto un momento di crisi e incertezza, il suo linguaggio immediato ha saputo rinnovarsi. La conduzione a due, a tre, persino a quattro, è diventata un modo per ricreare “salotti” radiofonici divertenti e coinvolgenti. Conduttori, giornalisti e artisti passano ormai dal mezzo televisivo a quello radiofonico con disinvoltura.

Radio 2 Social club(Radio2)

Musica dal vivo, tante risate e moltissimi ospiti: Radio 2 Social club è una trasmissione che non ha nulla da invidiare ai suoi “corrispettivi” televisivi, anzi, li supera spesso in quanto a qualità e livello di proposte, soprattutto musicali. Lo studio ha un palco dove si alternano i musicisti, mentre la postazione dei conduttori è in primo piano. In onda dal 2010, da più di sette anni viene trasmesso ogni giorno in fascia pomeridiana.

Radio DeeJay

All’interno del palinsesto di questa emittente, non è possibile nominare un solo programma dove la musica non sia protagonista. Forte della conduzione di speaker del calibro di Linus e Alessandro Cattelan, Radio DeeJay ha appena celebrato i suoi 40 anni di attività, ripercorrendo tutte le tappe dei suoi successi attraverso le migliaia di brani musicali che ha contribuito a lanciare. La forza di questa radio è stata sicuramente il genio di Claudio Cecchetto e la bravura dei tanti nomi che si sono alternati alla conduzione, tra cui è impossibile non citare almeno Fiorello, Jovanotti, Gerry Scotti e Amadeus.

La Zanzara (Radio24)

Dissacrante, divertente, coraggiosa, sempre un po’ sopra le righe e a volte davvero fastidiosa (d’altronde, lo dice il nome stesso!), La Zanzara ha una storia quasi ventennale ed è tutt’oggi uno dei programmi di punta di Radio24. Anche se il suo taglio è più giornalistico e di intrattenimento piuttosto che musicale, ha costruito la sua immagine anche sulla base di alcune azzeccate scelte “sonore”. La trasmissione viene infatti accompagnata da una selezione di heavy metal molto interessante, che include anche brani poco conosciuti o cover “adrenaliniche” di canzoni molto famose.

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Radio e scelte di programmazione musicale

I programmi di successo che vengono trasmessi oggi in radio, oltre alla componente relativa all’intrattenimento, contengono anche molta musica. Soprattutto nelle fasce orarie di maggior ascolto, l’impressione è che la selezione dei brani sia piuttosto limitata, ovvero che le canzoni che “passano” siano più o meno sempre le stesse. Quali sono le ragioni che spingono i network a viaggiare verso un’omologazione invece che a differenziarsi?

Un mito da sfatare

Al contrario di ciò che molti pensano, le case discografiche non pagano le radio per mandare in onda alcuni artisti piuttosto che altri. Forse, ai tempi dei “fasti” delle major (parliamo di decenni fa), ciò può essere anche successo, ma oggi, per condurre operazioni di questo tipo, se anche ce ne fosse il desiderio, sicuramente scarseggerebbero i fondi. Senza contare che una radio perderebbe anche parte della sua credibilità. È bene ribadirlo: le case discografiche non hanno niente a che fare con le scelte della direzione musicale di una radio.

Alta, media e bassa rotazione

I brani vengono scelti in base al successo che riscuotono presso il pubblico, così come sulla base del target, come si vedrà più avanti. A seconda di quante volte vengono messi in onda, sono suddivisi in brani ad alta, media o bassa rotazione: una definizione che si riferisce al numero di volte che un brano viene suonato all’interno di una fascia oraria. A seconda della radio, anche un certo numero di canzoni evergreen può trovare il suo spazio all’interno della programmazione. Più è alto il numero di questi “classici”, più l’emittente punta a un pubblico/target adulto.

La tipologia dei programmi

Anche il tipo di programma può influenzare la tipologia di canzone che viene trasmessa. Ovviamente, se si tratta di un programma tematico su un particolare genere musicale, allora si prediligeranno determinate sonorità. I programmi che vanno in onda di notte tendono verso brani più d’atmosfera e “soft”. Al contrario, quelli che vanno in onda nel primo pomeriggio, e che hanno un’audience di giovanissimi come target principale, strizzeranno l’occhio alle classifiche dei brani più scaricati.

Le ragioni del mercato

Le radio private si sostengono con i proventi della pubblicità. Ecco perché puntano a mettere in programmazione brani musicali di successo, che possano catturare l’ascoltatore mentre sta selezionando la stazione che vuole ascoltare. Si tratta di scelte obbligate, che però non abbassano necessariamente la qualità delle proposte di una radio, in quanto è sempre possibile trovare spazio per proposte insolite o nuove, a patto che si possa contare su un buon numero di ascoltatori.

La classificazione dei brani

A seconda della data di uscita e del suo impatto sul pubblico, un brano può essere classificato come power, ovvero le canzoni del momento, golden o oldies, cioè quelle più datate, mentre light è invece un brano nuovo, non ancora ben conosciuto dal pubblico, ma che ha molte potenzialità.