La radio digitale

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La radio digitale

Le trasmissioni radio in digitale iniziano già negli anni Novanta, per venire incontro ad una esigenza di maggiore qualità delle trasmissioni. Erano gli anni del boom dei CD, e il digitale era già entrato prepotentemente anche negli studi di registrazione. La digital revolution era quindi già in atto, anche se, per rivoluzionare totalmente la produzione musicale e l’intera industria discografica, sarebbe dovuto trascorrere ancora almeno un decennio.

Principali caratteristiche

Il primo standard di trasmissione era denominato Digital Audio Broadcasting (DAB). Il DAB si affiancò alle trasmissioni analogiche, introducendo determinate codifiche che miglioravano il servizio radiofonico. Successivamente, un’ulteriore evoluzione ha portato alla creazione del DAB+, che rappresenta oggi lo standard di settore a livello europeo. Il DAB+ sfrutta una maggiore compressione audio e permette di ridurre le interferenze in modo ancora più efficace rispetto ai servizi precedenti. Inoltre, con questo protocollo si può sfruttare meglio la banda di trasmissione che, a parità di larghezza, può avere al suo interno un numero maggiore di stazioni.

Servizi aggiuntivi

Dal lato utente, la radio digitale ha il vantaggio di trasmettere, oltre alla programmazione audio, anche un flusso di dati. A seconda del tipo di ricevitore che si possiede, possono essere visualizzati il nome del network, del brano in onda e persino altri contenuti, come ad esempio i loghi dei singoli programmi oppure le copertine degli album degli artisti.

Lo “spegnimento” della modulazione di frequenza

In alcuni paesi europei, grazie all’efficienza della diffusione dei servizi in digitale, è stato previsto uno spegnimento delle trasmissioni in modulazione di frequenza (FM). L’operazione, che secondo alcune delibere riferite al settore dovrebbe avvenire nel prossimo futuro, non ha mancato di scatenare qualche polemica.

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